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Martina Isabella
non c’è più
Ogni frase di circostanza suonerebbe falsa; nessuna parola potrebbe descrivere il dolore che proviamo: ti ricordiamo attraverso le tue parole che, sole, sanno dire la tua anima bella, che, sole, sanno dire il tesoro che ci hai lasciato quando sei andata via.
Cara classe,
immagino che la mia assenza abbia fatto nascere curiosità in voi. . . Vi posso solo dire che il mio stato di salute è cambiato ed è per quello che non vengo a scuola. Non so neanche io il motivo di quello che mi sta accadendo e la domanda mi accompagna ogni giorno insistente, ma tutto questo non mi impedisce di pensare a voi che fate parte di me. Ognuna di voi mi ha lasciato qualcosa di indelebile, che mi manca. Spero di avervi anch’io lasciato qualcosa. Penso che verrò negli ultimi giorni per potervi salutare, anche se un po’ cambiata.
Vi avviso che sono in carrozzina perché non mi reggo in piedi. Se organizzate qualcosa tutte insieme mi farebbe piacere esserci. . .
Sappiate che vi penso tanto e che mi mancate.
Vi voglio bene
Sto molto male, sia fisicamente che psicologicamente.
Ogni giorno che entro dalla porta di quella scuola sto male, osservata con disprezzo, ignorata, mi sento inutile, insignificante, trasparente, non considerata, considerata una di meno per quelle ragazze e per quei ragazzi che hanno la fortuna di essere e sentirsi importanti.
Perché mi guardano e mi giudicano senza conoscermi, senza nemmeno provarci? Per un vedermi diversa, lontana dal loro modo di veder le persone, dal loro modo di essere.
Mi sento uno schifo a scuola , in casa, ovunque.
Vorrei dare di più alle persone, ma non ci riesco e mi sembra di deludere tutti, di non essere abbastanza.
A volte vorrei scomparire da questo mondo, tanto nessuno se ne accorgerebbe e sogno, sogno di poter essere normale, uguale alle altre ragazze, di poter fare le cose che fanno loro, essere considerata anch’io qualcosa di possibile, non un alieno; sogno di sentirmi amata, importante, speciale, di spiccare il volo, smettere di pensare, ma purtroppo non si avvererà perché la mia forza sta finendo e, spenta la fiamma, non si accende più.
Ciao Martina
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