Al Quasimodo di Magenta parte il progetto ESABAC:
un diploma di maturità valido in Italia e in Francia
Diplomarsi in Italia con l’esame di maturità e conseguire contemporaneamente il medesimo titolo di studio francese, il Baccalauréat. Tra tre anni sarà possibile ottenere ambedue i diplomi al Liceo linguistico S.Quasimodo di Magenta.
I docenti della futura classe terza A linguistico, infatti, hanno aderito al progetto ESABAC (dalla fusione delle due parole Esame di stato italiano e Baccalauréat francese) promosso grazie all’accordo tra il nostro ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini e l’omologo francese Xavier Darcos siglato nello scorso febbraio. Un progetto grazie al quale gli studenti italiani seguiranno il corso di storia e di letteratura in lingua francese e i cugini d’Oltralpe le stesse materie, ma in italiano. Alla fine del triennio gli studenti dovranno affrontare, oltre le tre prove previste dall’attuale esame di maturità, una quarta prova che certificherà le loro competenze linguistiche, oltre che le conoscenze acquisite in una materia tradizionalmente appresa nella propria lingua madre.
“Si tratta di un progetto molto interessante e innovativo per l’Italia – affermano Donatella Angiolini docente di francese al Quasimodo e Emilio Florio insegnante di storia presso il medesimo liceo, ambedue coinvolti nell’iniziativa – Siamo molto soddisfatti che il Quasimodo sia una delle 36 scuole italiane che hanno aderito a questo progetto, anche se l’impegno per studenti e insegnanti non è indifferente”. I docenti infatti, oltre a svolgere i contenuti previsti da una Commissione Tecnica bilaterale per le discipline oggetto del progetto, dovranno partecipare ad un apposito piano di formazione. La prima fase è comunque già partita: è infatti presente in questi giorni al Quasimodo il prof. Dominique Demans del Liceo Condorcet di Belfort nella Franche-Comtè, ovvero il liceo francese che partecipa a ESABAC, e che dovrà tenere in italiano le lezioni della nostra letteratura ai ragazzi della sua scuola. Una piccola ‘rivoluzione’ nella didattica che si avvia a diventare, però, una realtà per tutte le scuole superiori: la Riforma Gelmini, in vigore dal prossimo anno, prevede infatti l’insegnamento di almeno una disciplina in una lingua diversa dall’italiano.
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